Allattamento

breastfeeding

Argomento importantissimo! Il meraviglioso e prezioso liquido bianco che sgorga dal vostro seno.

Del resto il cucciolo di essere umano nasce completamente immaturo a differenza della maggior parte dei mammiferi e ha bisogno di voi e della vostra presenza nutritiva per la sopravvivenza.

Il latte nutre come cibo, ma nutre anche il suo cuore, il suo cervello perché lui (o lei) non riesce ancora a vedersi e percepirsi come essere umano a sè, vive nella dualità del vostro rapporto, nella simbiosi dell’esogestazione.

La natura è talmente straordinaria che permette a un neonato di pochi minuti di vita di migrare spontaneamente dall’addome materno verso il suo seno, sentendone l’odore, osservando il colore dell’areola correttamente più scura e marcata.

Già durante la gravidanza ha provato piacere a succhiare e anche ora lo farà in maniera innata: sarà importante per i più pigri aiutarli a prendere un quantitativo adeguato di tessuto mammario, quindi non solo il capezzolo.

La posizione corretta del bambino, in fondo, è l’elemento essenziale, insieme alla vostra.

Se siete scomode è tutto più complicato: a volte è difficile dopo il parto trovare una posizione perché i punti del parto o del taglio casareo vi impediscono i movimenti più congeniali.

Fatevi aiutare dall’ostetrica dell’ospedale a darvi un’alternativa: sdraiate sul fianco, sedute, posizione a rugby.

Il vostro bambino, poco per volta e passati i primi giorni vi aiuterà a produrre il quantitativo adeguato: tanto richiede con lo stimolo della suzione, tanto il vostro seno produrrà per la poppata successiva.

La meravigliosa complessiva del latte materno è che si modifica continuamente: durante la poppata stessa (all’inizio più liquido e zuccherino, poi più grasso e proteico), durante la giornata (la sera è in quantità minore ma più grasso), nei mesi con l’evoluzione di crescita del piccolo.

Se avete qualche dubbio sulla crescita non dovete per forza affidarvi alla bilancia ma controllate che i pannolini si riempino di pipì e cacca (non per forza a tutte le poppate).

Affidatevi ai segnali che il bambino vi invia: apre la bocca e ruota la testa di lato, si porta le manine alla bocca, piange . E al vostro istinto materno.

I libri trattano molto bene i benefici dell’allattamento al seno per il bambino (protettivo e immunitario), a volte non specificano anche l’importanza per la mamma: preventivo del tumore al seno e dell’osteoporosi.

Se per qualsiasi motivo non siete riuscite, però, ad allattarlo cercate di riprodurre con il biberon lo stesso tipo di atteggiamento, soprattutto all’inizio: spogliatevi e adagiate il piccolo con testa vicino al vostro seno, per un contatto pelle a pelle.

Quando avete finito la poppata appoggiatevelo al centro del petto, di modo chè possa ascoltare nuovamente il battito del vostro cuore come nei nove mesi nella vostra pancia.

E cercate di trovare i lati positivi anche nell’allattamento artificiale: potete, ad esempio, farvi aiutare un pochino di più dal compagno o dalle altre persone sulla gestione del bimbo.

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