Allergia alimentare

L’ allergie alimentare è una esagerata reazione avversa agli alimenti in cui è coinvolto il sistema immunitario. In Europa circa 11-26 milioni di persone soffrono di allergia¹. L’allergia alimentare è più frequente nei bambini (5-8%), piuttosto che negli adulti (1-2%)² ³  . I più frequenti allergeni nei bambini sono al primo posto l’uovo, al secondo posto il latte e al terzo posto (l’allergene più rappresentativo varia nei diversi paesi del mondo ed è una caratteristica legata alle usanze locali) il pesce, gli arachidi, il grano e il sesamo, la soia,il pomodoro,le noci.

Come si manifestano?

I sintomi sono vari:

  • gastrointestinali  ( vomito,  diarrea, coliche del lattante, diarrea protratta gastroenteritica, enteropatia con malassorbimento, colite allergica, reflusso gastroesofageo) che rappresentano le principali manifestazioni di allergia alimentare
  • cutanei (dermatite atopica, orticaria, angioedema)
  • respiratori  (rinite allergica, asma bronchiale)
  • sistemici (anafilassi)

L’indagine paneuropea RedAll ha indicato il latte come il responsabile più frequentemente citato nei bambini (38,5% dei casi) e la seconda causa negli adulti (26,2%)⁴ .

Una buona percentuale di bambini con manifestazioni gastrointestinali da allergia alle proteine del latte vaccino entro il 2°-3°anno di vita diventano tolleranti al latte; l’allergia all’uovo tende a scomparire  prima della pubertà (ma se inizia precocemente, può persistere anche per tutta la vita), le allergie  al pesce, alle noci, alle arachidi e alle nocciole tendono a persistere nel tempo, anche se si manifestano sintomi meno gravi .

Quali esami fare (diagnosi)

  • Test cutanei ossia prick cutaneo (SPT) ed il patch test (APT)
  • Test sierico che consiste nel dosaggio in vitro delle IgE specifiche (RAST)
  • Test di provocazione orale con alimenti (consiste nell’eliminazione e nella reintroduzione dell’alimento sospetto in base ai test cutanei e sierici) è indicato solo in alcuni casi in quanto potenzialmente pericoloso, infatti, si esegue in ambienti idonei forniti di strumenti e farmaci di emergenza.

I bambini piccoli di età inferiore all’anno, a causa della scarsa reattività cutanea caratteristica di questa età,  possono presentare un’allergia alimentare IgE mediata con test cutanei negativi.

Terapia

la terapia è dietetica, si basa nell’eliminazione degli alimenti responsabili. I farmaci si utilizzano  come supporto della terapia dietetica (dermatite atopica, orticaria, angioedema) o in caso di quadri acuti come l’anafilassi.

Nei bambini, svezzati, sottoposti ad una dieta di eliminazione è molto importante impostare un corretto regime dietetico garantendo un apporto calorico e nutrizionale adeguato (es. in caso di allergia alle proteine del latte vaccino si consiglia supplementazione di calcio), evitando l’assunzione accidentale dell’alimento allergizzante (leggere bene la composizione degli alimenti confezionati in quanto possono trarre in inganno il consumatore ad  es. la soia può essere indicata come emulsionante o ispessente, la presenza dell’uovo può essere indicata come lecitina, albumina , globulina, legante, emulsionante) , inoltre bisogna tenere conto delle possibili cross-reazioni tra allergeni alimentari.

 

Allergia alle proteine del latte vaccino (APLV)

L’allergia alle proteine del latte vaccino è la prima allergia alimentare che si manifesta in bambino e spesso precede lo sviluppo di allergia all’uovo ed allergia agli arachidi e/o di altre allergie alimentari. Secondo un recente studio giapponese, la prevalenza di APLV è 0,21% nel neonato e nello 0,35 % tra i neonati estremamente prematuri⁵ con peso alla nascita inferiore a 1000 gr. Dati ottenuti da studi  trasversali (analizzati da Rona e collaboratori) hanno dimostrato una prevalenza dello 0,6-2,5% in bambini in età prescolare; dello 0,3% tra i 5-16 anni di età, e meno dello 0,5% negli adulti⁶ ⁷ ⁸    .

I bambini con allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) sviluppano:

  • sintomi gastrointestinali dalla bocca all’intestino (sindrome allergica orale ossia gonfiore al labbro, gonfiore alla lingua e sensazione di oppressione alla gola, nausea, vomito,  dolore addominale con coliche, diarrea, feci saltuariamente striate di sangue) dal 32 al 60% dei casi
  • sintomi cutanei (orticaria, eruzione maculo-papulare, rossore, angioedema) dal 5 al 90%
  • anafilassi (grave reazione allergica potenzialmente pericolosa per la vita) dallo 0,8 al 9% , rappresenta la principale preoccupazione, può anche essere provocata dall’esercizio fisico in bambini predisposti (anafilassi cibo-dipendente indotta da esercizio fisico)
  • sintomi respiratori delle vie aeree superiori (prurito e congestione nasale, rinorrea, starnuti) e sintomi respiratori delle vie aeree inferiori (sibili, dispnea, senso di costrizione toracica).

I Bambini con allergia al latte e dermatite atopica nel 60% dei casi svilupperanno allergie respiratorie ed asma.

Una review bibliografica riporta che quasi un terzo dei bambini con dermatite atopica ha ricevuto una diagnosi di APLV sulla base di una dieta di eliminazione e un test da carico alimentare orale, e circa il 40-50% dei bambini con meno di un anno di età con APLV ha anche dermatite atopica⁹.

Recentemente, sono state pubblicate le traduzioni in italiano delle Linee Guida sull’allergia al latte vaccino DRACMA (Diagnosi e razionale per l’azione contro l’allergia al latte vaccino)  che forniscono ai medici di tutto il mondo uno strumento prezioso di gestione (diagnosi e terapia) per affrontare l’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV).

I principali allergeni del latte vaccino sono compresi nelle frazioni del siero (Alfa-lattoalbumina, Beta-lattoglobulina, Immunoglobuline, Siero albumina bovina, Lattoferrina)  e della caseina  (Alfas 1-caseina, Alfas2-caseina Beta-caseina, Gamma1-caseina,  Gamma2-caseina, Gamma-caseina, kappa -caseina).

Il latte può dare ipersensibilità alimentare quali:

  • allergia al latte (in questo caso l’intolleranza al latte vaccino è causata da un deficit di  un enzima detto lattasi, non è  IgE-mediato)
  • intolleranza al latte (è una reazione clinica, avversa, IgE-mediata)

 

Diagnosi

La diagnosi di allergia alle proteine del latte vaccino inizia con un sospetto al quale si arriva tramite varie osservazioni dei sintomi e/o segni avanzati dalla mamma e successivamente riferiti al pediatra.

I mezzi a e per arrivare alla diagnosi (il bambino è allergico alle proteine del latte?) sono i seguenti:

  • un periodo di esclusione dell’allergene, seguito da una reintroduzione
  • uso di  “diari dei sintomi da latte”
  • test cutanei quali prick test cutaneo (SPT) ed il patch test (APT)
  • la valutazione nel siero delle IgE specifiche per il cibo (es. RAST)
  • Test alimentare orale (Test da carico) che deve essere effettuato sotto la supervisione dello specialista

Il Trattamento

Il trattamento è dietetico e consiste: nell’eliminazione del latte vaccino (di tutti i latticini) dalla dieta, nell’evitare l’assunzione accidentale, il contatto con la pelle, o l’inalazione dell’alimento incriminato (in particolare con il vapore del latte).

Nei bambini allattati artificialmente, in alternativa si possono somministrare

  • Latti idrolisati spinti che si ottengono dall’idrolisi estensiva di caseina del latte vaccino o di proteine del siero del latte o di proteine del riso
  • I Latti di soia possono essere utilizzati solo in bambini senza sensibilità alla soia (bisogna considerare che circa 8-14% dei bambini con allergia alle proteine del latte vaccino presentano sensibilità anche alla soia)
  • Aminoacidi liberi sonoindicati in casi particolari che non hanno risposto alla altre alternative dietetiche

il latte di capra, latte di bufala e quello di pecora, in considerazione della loro stretta cross-reattività con il latte di mucca, non sono indicati in bambini con intolleranza alle proteine del latte vaccino.

 

Nei bambini allattati esclusivamente al seno

Nei bambini allattati al seno si può manifestare allergia alle proteine del latte vaccino a causa del passaggio di proteine allergizzanti nel latte materno, in tal caso si consiglia l’eliminazione dalla dieta della mamma di latte e derivati con l’integrazione di minerali e vitamine.

Bibliografia (Allergia alimentare e APLV)

¹  Eigenman PA. Future therapeutic options in food allergy. Allergy 2003;58:1217-23.

²  Brugman E, Meulmeester JF, Spee-van de WA, et al. Prevalence of self-reported food       hypersensitivity among school cildren in The anaetherlands. Eur J Clin Nutr 1998; 52:577-81.

³  Halmerbauer G, Gartner C, Schierl M, et al. Study on the Prevention of Allergy in Children in    Europe (SPACE). Allergic sensitization in children at 1 years of age in a controlled trial of allergen avoidance from birth. Pediatr Allergy Immunol 2002; 13 (s 15):47-54.

⁴  Steinke, Fiocchi A, the REDALL Group. Perceived food allergy in chhildren. A report on a representative telephone survey in 10 europen countriens. Int arch Allergy Asthsam immunol 2007; 143:290-5.

⁵  Miyazawa T, Itahashi K, Imai T. Management of neonatal cow’s milk allergy in high-risk neonates. Pediatr Int 2009;51:544-7.

⁶  Rona RJ,Keil T, summers C et al. The prevalence of food allergy: a meta-analysis. j Allergy Clin Immunol 2007;120:638-46.

⁷  Osterballe M, Hansen TK, Mortz CG, et al. The prevalence of food hypersensitivity in an unselected population of children and adults. Pediatr Allergy Immunol 2005; 16:567-73.

⁸  Altintas D. A prospective study of cow’s milk allergy in Turkinsh infant. Acta Paediatr 1995; 84:1320-1

⁹  Novembre E, Vierucci A. Milk allergy/intollerance and atopic dermatitis in infancy and childhood. Allergy 2001; 56(suppl 67):105-8.

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