Come decifrare il pianto?

I primi tre mesi di vita sono caratterizzati da frequenti episodi di pianto che rappresenta l’unico modo che il vostro bambino possiede per comunicarci un disagio e/o un bisogno, è la prima cosa che mette in agitazione noi genitori. Una regola da ricordare è che il pianto del bambino è direttamente proporzionale all’ansia dei genitori ossia più cresce la vostra ansia più il vostro bambino sarà irrequieto, quindi conviene cercare di stare calmi, mantenere il sangue freddo e parlare con voce calma e pacata, consolatelo coccolandolo, cambiategli posizione, controllate che non sia sudato in quanto troppo coperto o che non abbia freddo, controllate il pannolino che non sia sporco e i vestiti troppo stretti,  provate a massaggiargli il pancino in senso orario per favorire l’eliminazione di aria che provoca le coliche gassose, in caso di allattamento al seno non abusare di tè, caffè e cioccolatoin quanto contengono caffeina. Una buona interpretazione del pianto gli trasmette sicurezza. Un pianto consolabile non ci deve preoccupare. I motivi che portano il bambino a piangere sono tanti:

–                    Nei primi giorni di vita il pianto è dovuto soprattutto all’adattamento alla vita extrauterina, in quanto da una vita all’interno dell’utero della mamma dove tutto è più calmo, caldo, sereno, ovattato, privo di forti rumori, dove non si fa fatica per mangiare ed è tutto più semplice e tranquillo, ora,  dopo l’apertura del sipario della vita si trova sul palcoscenico, difronte ad un mondo nuovo fatto di tanti stimoli artificiali.

–                    Altri motivi di pianto sono: la fame, il bisogno di un pannolino pulito, le coliche gassose del lattante, la fatica ad addormentarsi i forti rumori e la confusione

Forza e coraggio, l”esperienza e l’istinto vi aiuteranno con il tempo a decifrare i diversi tipi di pianto.

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