Giochi e giocattoli

Giochi e giocattoli tra 7-9 mesi

il vostro piccolo, a questa epoca, è veramente molto attivo, è in grado di afferrare, spesso portandoli alla bocca e di lanciare gli oggetti e il più delle volte ricoprendoli di saliva (in quanto solitamente è già iniziata la fase di dentizione).  I giocattoli devono essere di colori vivaci, pratici e facili da maneggiare dalle giuste dimensioni ossia non troppo piccoli onde evitare il rischio di ingoiarli e nemmeno troppo grandi da non poterli maneggiare, devono inoltre essere di diversa consistenza (gomma, plastica, legno,tessuto), sempre non scomponibili in piccole parti, resistenti e lavabili. Si possono utilizzare utensili da cucina come i cucchiai di legno. Per quanto concerne i giocattoli sonori, sono concessi, ma è importante che il meccanismo di accensione sia  facile da attivare per il bambino (deve essere il piccolo a maneggiare, accendere e spegnere il giocattolo sonoro).

Il bambino piccolo cerca sempre un’altra persona con cui giocare (adulto), codesta interazione è  molto importante per l’evoluzione della psiche e della mente e  tale fase di dipendenza viene gradualmente superata fino a che il bambino non diventa autonomo ed infine indipendente nelle scelte e nelle modalità di gioco.

Il mio bambino smette di piangere solo con uno snack

Il mio bambino si annoia, vuole essere intrattenuto e non vuole mai essere lasciato solo

Alcune mamme si lamentano perchè a questa età sembra che al bambino non gli vada mai bene niente in quanto per metterlo sul seggiolino bisogna lottare e una volta riusciti nell’intento si dimena ripetutamente sbattendo le gambe, seduto non vuole stare e spesso si butta all’indietro, nel box non ci sta nemmeno 3-5 minuti, in braccio sembra un’anguilla, piange, strilla, è curioso e vuole esplorare l’ambiente toccando ed osservando tutto ciò che gli passa per le mani, messo a terra si dispera se la mamma o un’altra figura di riferimento/accudimento si allontana. In tal caso molte mamme, impropriamente, definiscono il proprio figlio “capriccioso”. Nel primo anno di vita è corretto parlare di “vizi” e “capricci” in quanto il bambino piccolo sotto l’anno non fa altro che avanzare, giustamente, richieste di attenzioni da parte dei genitori, in particolare della figura di accudimento generalmente rappresentata dalla mamma. A questa epoca di vita è molto importante il contatto fisico che serve, al bambino,  per fargli acquisire fiducia e sicurezza in se stesso e negli altri, quindi quando il vostro piccolo piange e strilla è perchè vuole attirare la vostra attenzione, non vuole stare solo e va dunque capito e non lasciato solo; ricordatevi che sta attraversando la cosiddetta ” fase orale” che durerà fino a circa 3 anni. Tale comportamento di dissenso del piccolo può essere incentrato sul cibo e sull’atto di mangiare per cui alcuni bambini piangono fincchè non viene dato loro uno snack, ma non si può sempre dare da mangiare ogni volta che piangono, cercate  di calmarlo canticchiando una filastrocca, distraendolo con un giochino, facendo le smorfie “le facce buffe” (loro adorano la mimica facciale), prendete una bottiglia di plastica vuota e dopo aver introdotto al suo interno della pasta e chiudete bene il tappo e proponetela al vostro bambino che sarà ben felice di manipolarla, osservarla ed udire il suono che produce battendola su una superficie dura (sempre sorvegliandolo a vista), così facendo non si annoierà. In conclusione si raccomanda di non fare mai l’errore di mettere le proprie esigenze davanti a quelle del bambino.

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