I capricci

Come si devono comportare i genitori, come gestire i primi capricci del figlio

Ogni genitore dovrebbe impartire al proprio figlio abitudini corrette e regole di condotta adeguate alle varie fasi di crescita del bambino ed al carattere del bambino, in conclusione ogni età ed ogni bambino ha le proprie regole. Per disciplinare la vita del proprio figlio, impartendo le giuste regole, occorre armarsi di tanta pazienza, avere un pò di tolleranza e affrontare con serenità le tappe della crescita comportamentale evitando  i comportamenti aggressivi incluse le punizioni fisiche (evitare botte o schiaffi). In certi momenti il bambino potrebbe farvi venire l’impulso di dargli uno schiaffo ma ricordatevi di evitare sempre tale gesto in quanto gli schiaffi dati sul viso sono un insulto al suo io, un offesa al suo amor proprio oltre a rappresentare un rischio di lesioni fisiche ed un cattivo esempio.

I genitori devono essere vissuti dai propri figli come persone autorevoli ed è importante mantenere questo ruolo. Occorre essere coerenti, risoluti ed impartire delle regole pretendendo che siano rispettate anche se a volte sarebbe più facile lasciar perdere che farle rispettare. E’ importante mettere dei paletti e farsi rispettare con dei no fermi facendogli capire che non riusciranno a farvi cambiare idea, non devono avere il potere assoluto e non devono assumere comportamenti eccessivi.

Cose da fare e non fare

Sotto i 4  mesi di vita non devono essere imposte alcune regole. Nel bambino piccolo, di età compresa tra 4-8 mesi,  per prevenire un comportamento scorretto o se ci si trova difronte ad un capriccio si consiglia di offrirgli delle alternative ossia provare a distogliere il bambino da un interesse/oggetto motivo del capriccio proponendogliene un altro, altrettanto allettante ma meno pericoloso (es. leggere una storia, fare le facce buffe,  travestirsi, proporgli il suo peluche preferito etc.)  inoltre può tornare utile anche la disapprovazione verbale modesta che consiste nell’avvicinarsi al bambino guardarlo dritto negli occhi con sguardo deciso e pronunciare un secco “no!” oppure dire fermamente “smettila e/o basta! “spiegandogli dove sta sbagliando e quale dovrebbe essere il comportamento corretto. Nel bambino al di sopra degli 8 mesi oltre ai comportamenti sopracitati per far cessare comportamenti scorretti (capricci, interrompere gli altri, essere scontrosi ed assumere un atteggiamento litigioso,  protestare) si può ignorare è di solito tale tecnica si rivela molto utile. Nel caso di comportamenti errati che potrebbero portare a situazioni pericolose da un punto di vista fisico si può spostare il bambino temporaneamente, per qualche minuto, dal luogo potenzialmente pericoloso in un posto più sicuro ad esempio nel lettino. Molto utile e far capire al figlio che ogni azione comporta delle conseguenze per cui se si comporterà in modo scorretto ne subirà le conseguenze, ad esempio ritardare a mangiare la pappa vuol dire mangiarla in un secondo tempo fredda, rompere appositamente i giochi significa non poterci più giocare, mettere il terriccio o la sabbia di mare in bocca significa avere una spiacevole sensazione nel cavo orale etc.

Un bambino capriccioso è un piccolo che sta lottando per far valere i suoi diritti di bambino e diventare grande, per cui non deve essere considerato cattivo, non esprime odio ma solo incomprensione ed inadeguatezza, non è ancora in grado di comprendere perchè deve rinunciare fare alcune cose che lo attraggono molto e invece farne altre meno interessanti, non ha ancora acquisito gli strumenti cognitivi e non capace di esprimersi verbalmente per relazionarsi con l’adulto e allora fa i capricci. Non si può parlare di capricci prima dei 6 mesi di età. Generalmente i bambini iniziano a fare i capricci dai 2 anni in su, alcuni iniziano anche prima, già dai 12 mesi di vita. In tale situazione non bisogna assecondare la piccola peste, non bisogna dargli corda solo per impedire che pianga ininterrottamente o si arrabbi ma bisogna fargli capire quando una cosa si può e quando non si può fare, non si devono viziare i figli ma bisogna fargli capire che non possiamo essere a sua disposizione per qualsiasi cosa lui desideri e nemmeno devono pretendere di fare qualcosa al momento sbagliato.  Se fa i capricci piangendo, buttandosi a terra, gridando…. la tecnica migliore per farlo smettere, in assenza di pericoli, è quella di ignoralo. Se il bambino continua a fare i capricci piangendo, sbraitando e picchiando la testa contro il pavimento o comunque assumendo un atteggiamento violento e pericoloso si può provare a calmarlo prendendolo in braccio, abbracciandolo e baciandolo e nel contempo cercando di bloccarlo fisicamente per pochi minuti e se proprio non ne vuole sapere mettetelo nel suo lettino e lasciatelo sfogarlo da solo per qualche minuto . Un errore che commettono molte mamme, quando iniziano a lavorare, è quello di viziarlo concedendogli di fare ogni cosa , anche se sbagliata, per colmare il senso di colpa nell’averlo abbondato per andare a lavorare, ovviamente tale comportamento è assolutamente controproducente e va evitato. Importante è ricordarsi che  i “paletti” i “No” aiutano vostro figlio a crescere bene in quanto essere troppo permissivi significa tirare sù un esserino egocentrico, arrogante e viziato per cui sarà destinato ad essere isolato e poco accettato dai coetanei. Ogni volta che il vostro piccolo si comporta bene e fa qualcosa che vi soddisfa gratificatelo con un sorriso, con un abbraccio, battete le mani e ditegli “bravo!”.

Non promettete anticipatamente una ricompensa ma se volete ricompensarlo con un regalo fatelo solo  quando avrà portato a termine qualcosa di buono.

Quando, difronte ai capricci, pronunciate “no!” dovete farlo con fermezza e risoluzione, mai farlo sorridendo nè concedergli qualcosa negata appena un momento prima appunto con un “no”. Si consiglia di NON dire al proprio figlio “sei cattivo ” in quanto tale frase non fa altro che innescare una reazione di difesa del bambino che diventerà più aggressivo e poco incline all’ascolto per cui è meglio trattarlo con le buone maniere ad esempio si può iniziare un discorso per fargli capire che ha sbagliato dicendo “sono rammaricata, sono dispiaciuta che tu…”. In caso di bambino aggressivo che morde, spinge, tira i capelli, colpisce gli altri facendogli del male, non bisogna rispondere con un comportamento altrettanto aggressivo e violento facendo quello che fa lui, in quanto potrebbe sembrargli giusto quel comportamento oltre a provocare possibili lesioni fisiche, il corretto comportamento del genitore, ossia la prima mossa da fare, difronte a tale situazione è quello di cercare di comprendere, ascoltare e parlare con il proprio figlio senza aggredirlo  magari sta attraversando un periodo di turbamento e di paure.

E’ importante non confondere i capricci con i bisogni primari come il bambino che piange per fame, sonno, paura o dolore  tali situazioni non rappresentano capricci ma sono delle necessità per cui vanno soddisfatti nel più breve tempo possibile.

Spesso i genitori si sentono scoraggiati e frustati difronte al bambino capriccioso che non fa altro che protestare, rifiutare, opporsi e dire “no!” o “voglio!” e in alcuni momenti si sentono di non sopportalo e di non farcela più ed è proprio in questi momenti che si rivela utile parlare con altri genitori e condividere e scambiarsi le opinioni e i buoni consigli es. presso l’asilo, la scuola dell’infanzia, la ludoteca, i parchi etc oppure potete parlarne con il pediatra di famiglia.

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