La lettura e le fiabe

Promuovere la pratica della lettura

Care mamme, promuovere la pratica della lettura al vostro bambino fin dalla tenera età di 6 mesi di vita, rappresenta un’azione o meglio “un gesto d’amore” fondamentale per lo  sviluppo affettivo e cognitivo della persona è un modo per insegnerete al vostro piccolo ad amare la lettura.

I genitori hanno il privilegio di condividere quotidianamente insieme al proprio piccolo il piacere della lettura; le fiabe raccontate dalla ineguagliabile voce di mamma o papà (usando toni alti) danno al bambino in età prescolare che ancora non sa leggere, un senso di protezione nell’avere accanto a sè un adulto che racconta loro una storia e rappresentano uno strumento importante di stimolazione psico-affettiva che favorisce la scolarizzazione con buoni risultati, in quanto la lettura precoce influisce positivamente sia sul linguaggio sia sulla capacità di comprendere la lettura di un testo scritto.

Per la scelta dei testi potete affidarvi a bibliotecari che sono in grado di aiutarvi e guidarvi  alla lettura dei libri idonei per le varie tappe di sviluppo del vostro bambino, mettendo a vostra disposizione una raccolta di testi per bambini sia per la lettura presso la  stessa biblioteca che per il prestito per la lettura a casa.

Raccontare una fiaba prima della nanna è sicuramente una buona abitudine Ai fini di favorire un buon sonno è importante impostare una routine del sonno sempre uguale per tutte le sere, come appunto, raccontare una favola a voce alta e/o intonare una melodiosa ninna ninna, per far capire al piccolo che è giunta l’ora della nanna. Per superare l’ansia della separazione prima della nanna notturna si consiglia prima di uscire dalla cameretta (in caso di bambino di età inferiore a 6 mesi si raccomanda di farlo dormire in camera con i genitori per la prevenzione della morte in culla) di rimboccargli le coperte, dargli l’ultimo abbraccio e l’ultimo bacio della giornata e augurategli una buona notte e sogni d’oro, di spegnere la luce e lasciarlo sempre nel lettino in compagnia del suo peluche preferito e del ciuccio in modo da farlo sentire più sicuro. In conclusione è  fondamentale preparare un ambiente sereno e far capire al vostro bambino che determinate azione vengono compiute in concomitanza alla nanna. Secondo alcuni autori ,una volta abbandonata la cameretta , bisognerebbe lasciare il piccolo da solo e lasciarlo piangere fin quando  stremato dal pianto non si addormenti, agendo in modo graduale, inizialmente per qualche minuto per poi arrivare a circa 15 muniti nel giro di una settimana (es. “metodo dell’estinzione graduale” di Eduard Estivill), altri autori invece sostengono che tale pratica potrebbe portare in età adulta a conseguenze più o meno gravi; allora cosa fare? la via di mezzo è quella giusta ossia non ritornare per coccolarlo subito dopo averlo lasciato in cameretta a dormire ma aspettare qualche minuto ma neanche prolungare troppo il pianto disperato del piccolo senza interagire con lui per tranquillizzarlo.

Tenete presente che nel lattante di età inferiore a 8 mesi sono considerati normali fino a 3 risvegli notturni e che il bambino da 9 mesi a 3 anni attraversa il “periodo del distacco” per cui è normale che il vostro piccolo faccia qualche resistenza prima di andare a letto e che si risvegli durante la notte per essere rassicurato da mamma e papà magari anche nel lettone, bisogna avere tanta pazienza, buon senso ed essere costanti nel dare sempre le stesse giuste abitudini prima della nanna come ad esempio leggergli una storia (si consigliano libri con le filastrocche, le cui parole avendo la rima e il ritmo affascinano il piccolo ascoltatore).

Al calar del sol, un papà racconta una storia fantasiosa al suo piccolo, una mamma intona una melodiosa ninnananna, si spengono le luci, gli occhi del piccolo si chiudono teneramente, un abbraccio, un bacio, e inizia tra le morbide e profumate lenzuola  la loro avventura fantastica in mondi fatati e cieli stellati….e si augura a tutti una BUONA NOTTE!

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