La sberla?

La sberletta come metodo educativo?

Tutte le mamme si pongono il problema di come educare i propri figli e la prima domanda che si fanno è la  seguente: la sberletta va bene come metodo educativo per fargli capire cosa si può e cosa non si può fare?

La sberletta così come altre punizioni fisiche, le urla o il castigo non sono il miglior metodo educativo per un bambino soprattutto se parla di bambini di età inferiore ad un anno per cui la mamma deve seguire un’altra strada che la porterà sicuro a risultati migliori.

Consigli utili per l’educazione del proprio bambino piccolo (di età inferiore a un anno):

  • evitate le battaglie, le sberlette e le punizione, in quanto i bambini a questa età non capiscono il significato della punizione perchè non sono in grado di pensare e di comprendere le conseguenze ossia cosa accadrà dopo, è solo uno spreco di tempo ed è anche nocivo in quanto potrebbero reagire con paura oppure potrebbero provocarvi e sfidarvi invece che imparare, trattateli sempre con amore e gentilezza , rivolgetevi con parole dolci e non offensive, devono capire che si possono fidare di voi e che il mondo che li circonda è sicuro e non ostile. Per impedire che a questa età facciano danni, invece di sgridarli in continuazione, si consiglia di rendere la vostra casa sicura (vedi articolo “una casa a prova di bambino”).
  • l’educazione con gli esempi reali, il ragionamento (parlando con dolcezza ma in modo fermo) ed anche la gratificazione (es. dirgli “bravo” sorridendo e/o battere le mani quando esegue qualcosa in modo corretto) sono più efficaci della sberletta o della punizione, perchè consentono al vostro piccolo di confermare il successo che ne deriva  dalla riuscita dei gesti, ciò fa si che il vostro bambino non abbia il senso di frustrazione e di incapacità. I bambini attraversano un periodo particolare di affermazione del “Sè” che passa spesso attraverso la negazione delle cose piuttosto che l’accettazione ecco perchè durante questo periodo quando la mamma dice al bambino di non fare una cosa lui prontamente la fa. Per quanto concerne lo sviluppo del “Se”  già a due mesi, secondo Daniel stern (1985), il bambino è consapevole di avere un effetto, un’influenza sulle cose e a 10 mesi essendo in grado di gattonare aumenta le regolazione del “Sè” e dell’esplorazione in autonomia.

Lo sviluppo del “Se” è un processo molto importante per l’acquisizione dell’autostima ed è influenzato da fattori sociali e soprattutto dal comportamento dei genitori nei confronti del proprio bambino che deve essere di comprensione, positivo e responsivo ai suoi bisogni; un consiglio utile è quello di interagire con il vostro piccolo in modo tale da farlo sentire in ogni momento compreso e amato, parlate con lui, ascoltate le sue emozioni e trasmettergli le vostre; è fondamentale che il bambino si senta capito per poter acquistare fiducia nei confronti delle persone di accudimento e nelle proprie capacità .

I genitori che sminuiscono e rifiutano in modo regolare i propri figli a causa del loro comportamento inaccettabile – invece di giudicare il loro comportamento-, insegnano ai figli un senso di “essere senza valore” e l’esperienza di essere amati soltanto nella misura in cui essi corrispondano le norme genitoriali (Harter,1999)

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