Mamma, sei obiettiva sul peso di tuo figlio? Leggi il report shock

Sono in grado, le mamme, di percepire lo stato nutrizionale dei loro figli? Lo sguardo vigile e amorevole della mamma è libero da condizionamenti oppure offuscato dall’amore? Ecco le domande alle quali alcuni recenti studi cercano di dare risposta, mettendo sotto la lente di ingrandimento il rapporto madre/figlio dal punto di vista dell’effettiva percezione dello stato di salute nutrizionale di quest’ultimo.

Il professor Dario Gregori, dell’Università di Padova, ha condotto uno studio pubblicato dalla rivista Obesity (1) in cui viene diffusamente trattato e argomentato il grado di consapevolezza delle mamme riguardo lo stato nutrizionale dei propri figli. Lo studio ha coinvolto 2720 coppie madre-bambino, “arruolate” in dieci paesi differenti.  L’età dei figli scelti come soggetti di analisi oscillava tra i 3 e gli 11 anni, ugualmente suddivisi tra maschi e femmine. Il grado di percezione delle madri nei confronti dello stato del peso dei loro bambini è stato misurato grazie a un test visivo. Di fronte a 14 immagini diverse, 7 per ogni sesso, relative a diverse dimensioni corporee (dalla magrezza estrema fino all’obesità) è stato chiesto loro di scegliere una figura e associarla per similitudine ai loro figli. Da questo apparentemente semplice procedimento è risultato un quadro abbastanza definito, che evidenzia la presenza, come ipotizzato, di convinzioni distorte da parte dei genitori; la conferma, cioè, di una percezione errata dello stato nutrizionale dei figli: infatti il 90% delle madri dei bambini in sovrappeso e la metà delle mamme dei bambini obesi percepivano i figli come normopeso.

Anche in uno studio del 2008 si è posto l’accento sulla percezione falsata delle madri in merito alla forma fisica dei figli, in correlazione, però, con le abitudini alimentari (2).

Questi risultati, per certi versi inattesi, aprono nuovi dibattiti, anche perché risulta più che mai automatico che una mamma non in grado di rendersi conto di un eventuale sovrappeso o dell’obesità del proprio figlio non è portata, di conseguenza, ad adottare contromisure, strategie contenitive o risolutive per affrontare il problema. Allo stesso modo, questa madre non si rivolgerà a uno specialista del campo, non cercherà di favorire e incrementare l’attività fisica del figlio e via discorrendo, fino a contribuire, per quanto in maniera del tutto involontaria, ad aggravare la questione. Ecco perché sarebbe opportuno che gli specialisti, in considerazione di questo vero e proprio circolo vizioso, lavorino anche su simili aspetti.

Le conseguenze sulla salute del sovrappeso e dell’obesità, considerate fino a oggi solo in relazione alle persone adulte, possono investire, purtroppo, anche i bambini. Conseguenze, lo ricordiamo, davvero serie come l’ipertensione, la dislipidemia e il diabete di tipo 2. (3)  

Da non sottovalutare, inoltre, le ricadute sulla sfera psicologica dei ragazzi: grazie a uno studio svedese sappiamo che ansia e depressione si associano all’obesità infantile con una percentuale di frequenza maggiore del 43% rispetto ai coetanei normopeso per i maschi e del 33% per le femmine. La professoressa Lindberg, autrice dello studio, afferma quindi che esiste un evidente aumento di rischio di ansia e di disturbi depressivi nei bambini e negli adolescenti con obesità. Un’evidenza che non può essere spiegata da altri fattori di rischio, come potrebbero essere lo stato socio-economico e i disturbi neuropsichiatrici. Nello studio sono stati esaminati un numero considerevole di soggetti. I ricercatori hanno raccolto i dati su oltre 12mila bambini e adolescenti, di età compresa tra 6 e 17 anni, che avevano ricevuto cure per l’obesità e li hanno confrontati con i dati di oltre 60mila soggetti, facenti parte del gruppo di controllo, non obesi (4).  

I dati di questi studi rappresentano una fonte di attenta riflessione non solo per gli specialisti ma anche e soprattutto per i genitori. È fondamentale, a tale proposito, che le mamme (e i papà) sappiano osservare gli errati comportamenti nutrizionali dei figli in maniera quanto più possibile distaccata, aiutandoli a intraprendere un percorso alimentare anche con il supporto di professionisti del settore. Inoltre, non bisogna mia dimenticare un aspetto, forse il più importante di tutti: i genitori sono il primo esempio per i figli. Adottare uno stile di vita sano, con un’adeguata attività fisica e sana alimentazione, è il primo passo per educare i ragazzi a questi valori e ottenere sin da subito ottimi risultati.

Dottoressa Michela Pezzali
Dietista
Contatti Email: pezzalimichela@gmail.com
Tel: +39 3394594173

 

1: Does Love Really Make Mothers Blind? A Large Transcontinental Study on Mothers’ Awareness About Their Children’s Weight Article (PDF Available) in Obesity 26(7):1211-1224 · July 2018

2: Association between school children’s overweight and maternal obesity and perception of their children’s weight status.Hirschler V, et al. J Pediatr Endocrinol Metab. 2008.

3: Società Italiana di Pediatria.

4: https://www.sciencedaily.com/releases/2019/04/190427201941.htm

Comments

comments

Lascia una risposta