Succhi di frutta? No grazie

Colorate, irresistibili, attraenti soprattutto quando sono in bella mostra sugli scaffali
dei supermercati. A dispetto del loro indiscutibile potere attrattivo, le bevande
zuccherate rappresentano un concreto pericolo per la salute. Basti pensare che sono
state dichiarate come collegamento all’aumento del rischio di obesità. Non vanno
tralasciate, inoltre, le conseguenze sull’apparato dentario.

Il sovrappeso e l’obesità sono i principali fattori di rischio per una serie di patologie
croniche tra cui diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. Tuttavia,
l’aspetto forse più inspiegabile della vicenda è che nonostante sia ormai un
argomento di cui si parla tanto, anche in tv, i numeri delle persone coinvolte non
accennano a diminuire, tutt’altro. Tra le cause scatenanti di simili patologie troviamo
senza dubbio l’aumento del consumo di zuccheri aggiunti o liberi, in particolare quelli
presenti nelle bevande zuccherate. Inutile specificare che, come spesso accade in
questi casi, i più esposti sono i bambini, affascinati da colori e sapori ingannevoli e, un
po’ troppo spesso, “spalleggiati” dai loro genitori. Va precisato che gli zuccheri sotto
processo non sono quelli naturalmente presenti negli alimenti o bevande ma tutti
quelli che vengono aggiunti dal produttore (ma anche dal cuoco o dal
consumatore). L’organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di limitare
l’assunzione di zuccheri liberi a meno del 10% dell’apporto energetico totale
giornaliero, sottolineando che una riduzione a meno del 5% porterebbe ulteriori
benefici per la salute.

Ecco il motivo per cui il consiglio al consumatore è quello di limitare l’assunzione di
alimenti e bevande contenenti elevate quantità di zuccheri come la soda e le bibite
gassate, succhi e bevande di frutta o verdura, concentrati liquidi e in polvere, acqua
aromatizzata, bevande energetiche e sportive, tè pronti da bere, caffè pronti da bere
(e l’elenco potrebbe proseguire!). Per dare un’idea più concreta di cosa significhi,
teniamo presente che una bibita gassata zuccherata di 330ml contiene circa nove
cucchiaini da tè pieni di zucchero. Inoltre, si tratta di calorie consumate rapidamente
dal nostro organismo, che non danno dunque il senso di pienezza che fornisce il cibo
solido e che portano ad aumentarne l’assunzione.

Sfortunatamente il consumo delle bevande zuccherate non conosce confini geografici
né culturali: vengono consumate ovunque e spesso in abbondanza. Le vendite di
prodotti dolcificati sono in aumento in tutto il mondo, in particolare nei Paesi a basso
e medio reddito, a causa della globalizzazione. La contromisura adottata da molti
governi, con l’obiettivo di scoraggiarne il consumo, è la tassazione. Alcuni paesi hanno
già applicato imposte sulle bevande con zucchero e tra queste ricordiamo l’Ungheria,
la Francia, il Messico e diversi stati negli Stati Uniti.
In molto paesi europei in cui è stata introdotta simile tassazione, alcuni risultati
positivi sono stati effettivamente raggiunti, poiché alcune aziende produttrici hanno
diminuito il quantitativo di zuccheri. Per esempio, in Francia la tassa è entrata in
vigore dal 1° luglio 2018 portando con sé i cambiamenti attesi e alcune aziende, per
abbassare il livello di zuccheri, hanno inserito nella nuova ricetta la stevia, noto
dolcificante naturale.

Sono numerose le misure che si stanno adottando per scongiurare il rischio di
ulteriore aumento dell’obesità. Il mondo della ricerca, costantemente in movimento,
ha reclutato per un sondaggio/studio ben 1339 studenti universitari, per sondare la
conoscenza generale dei giovani sulle basi dell’alimentazione sana. I ragazzi sono stati
invitati a rivelare la loro percezione in merito alla salubrità nel consumo giornaliero di
bevande come soda, tè zuccherato, acqua vitaminica, bevande alla frutta e bevande
sportive e il loro grado di accordo/disaccordo sul fatto che queste bevande
aumentano il rischio di diabete. Il risultato ha evidenziato gravi lacune e suggerisce di
incrementare le campagne di informazione e sensibilizzazione su come si manifestano
concretamente i rischi per la salute.

L’argomento delle bevande zuccherate è stato studiato anche considerando la
relazione tra la loro assunzione da parte di donne durante la gravidanza e l’indice di
massa corporea e la composizione corporea del bambino nella prima infanzia. I
risultati, purtroppo non confortanti, suggeriscono che l’assunzione di bevande
zuccherate durante la gravidanza è associata all’aumento dell’indice di massa
corporea dei bambini durante la prima infanzia, oltre che a un aumento di massa
grassa. Altri studi rivelano dati che dovrebbero far riflettere: queste bevande sono
una delle principali fonti di assunzione di zucchero nei bambini. Inoltre, si evidenzia
che l’assunzione precoce, dai 2 ai 5 anni, li porterà a farne uso anche una volta
cresciuti. Questo avviene soprattutto quando nel nucleo familiare sono presenti i
fratelli maggiori oppure in caso di basso reddito familiare o di una durata
dell’allattamento più breve.

Nel mondo sono molte le persone che assumono troppi zuccheri attraverso tali bibite,
a scapito di altri prodotti. In uno studio che riguarda il Sudafrica, ad esempio, si è
provato che l’acquisto e il consumo di bevande zuccherate compromette l’assunzione
di frutta e verdura. In un altro studio che coinvolge i bambini giapponesi si evidenzia
che la maggiore frequenza del consumo delle bevande zuccherate è associato ad una
scarsa qualità della dieta. Anche in Scozia i dati dimostrano che i giovani che
acquistano queste bevande consumano, a pranzo, molti più zuccheri rispetto ai
giovani che non le comprano. Purtroppo, però, si evidenzia anche che anche per
coloro che non le bevono l’apporto energetico giornaliero di zuccheri suggerito dall’
Organizzazione Mondiale della Sanità viene superato.

Cambiare si può. È possibile attuare una seria prevenzione partendo già dai bambini
più piccoli, andando a preservare la loro salute sia nella tarda infanzia sia in età adulta.
Bisogna agire sui bambini e sugli adolescenti, mediando il loro accesso a questi

prodotti, coinvolgendoli in prima persona nella tutela del loro benessere, aiutandoli
a distinguere la selva di pubblicità ingannevoli da cui ogni giorno veniamo martellati.
Nei confronti delle aziende, invece, si dovrebbe agire per favorire la creazione di
etichette nutrizionali che possano migliorare l’educazione alimentare. Proprio nel
campo della consapevolezza alimentare, inoltre, le scuole dovrebbero attivare
percorsi di sensibilizzazione sempre più incisivi.

Dottoressa Michela Pezzali
Dietista
Contatti Email: pezzalimichela@gmail.com
Tel: +39 3394594173

FONTI:
1: www.who.org Healthy diet 23 October 2018
2: www.who.org Taxes on sugary drinks9 October 2019
3: Sugar-Sweetened Beverages Perceived as Healthier Than Soda Among Young
Adults and Groups at Risk for Misperceptions (P04 186-19) Emily Roberts, Sarah
Solar, Jennifer Falbe Current Developments in Nutrition, Volume 3, Issue
Supplement_1, June 2019, nzz051.P04-186-
19, https://doi.org/10.1093/cdn/nzz051.P04-186-19 Published: 13 June 2019)

4: www.whWHO technical staff September 2014
5:Reducing consumption of sugar-sweetened beverages to reduce the risk of
unhealthy weight gain in adults Biological, behavioural and contextual rationale
6: mothers infame of sugar-containing bevererages during pregnancy and
body composition of their Children during childwood : the generation R studi.
Jen V, et al. Am J Clin Nutr. 2017

7:The Association between Early Childhood and Later Childhood Sugar-
Containing Beverage Intake: A Prospective Cohort Study. Ziesmann A, et

a10l. Nutrients. 2019 Jen V, et al. Am J Clin Nutr

8: Low intake of commonly available fruits and vegetables in socio-
economically disadvantaged communities of South Africa: influence of

affordability and sugary drinks intake. Okop KJ, et al. BMC Public Health.
2019.
9:(Early sugar-sweetened beverage consumption frequency is associated with poor
quality of later food and nutrient intake patterns among Japanese young children:
the Osaka Maternal and Child Health Study. Okubo H, et al. Nutr Res. 2016.)

10:Patterns of sugar-sweetened beverage consumption amongst young
people aged 13-15 years during the school day in Scotland.Hamilton LK, et
al. Appetite. 2017

11:Environmental interventions to reduce the consumption of sugar-
sweetened beverages and their effects on health.Review article von

Philipsborn P, et al. Cochrane Database Syst Rev. 2019.)

12:Sugar in Infants, Children and Adolescents: A Position Paper of the
European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition
Committee on Nutrition. Fidler Mis N1, Braegger C2, Bronsky J3, Campoy
C4, Domellöf M5, Embleton ND6, Hojsak I7, Hulst J8, Indrio F9, Lapillonne
A10,11, Mihatsch W12, Molgaard C13, Vora R14, Fewtrell M15; ESPGHAN
Committee on Nutrition:.)

Comments

comments

Lascia una risposta